Biblioteca Comunale Michele Rosi - Camaiore (LU)


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BREVE CRONOLOGIA DELL’ANNO 1944 NEL 70° DELLA LIBERAZIONE DI CAMAIORE
intervento del dott. Paolo Cecchini al convegno ANPI del 20 settembre 2014 sulla Liberazione di Camaiore
 

L’inizio del 1944 trova le truppe alleate inchiodate dai tedeschi sulla linea Gustav che va dalla foce del fiume Garigliano, fra Lazio e Campania fino ad Ortona Mare sull’Adriatico. Si fronteggiano 33 divisioni alleate (4 italiane cobelligeranti) e 36 tedesche (2 della RSI e 1 di russi cosacchi). I governi alleati avevano sperato di liberare Roma già nel 1943 per la grande risonanza che la sua conquista avrebbe avuto a livello mondiale. Ll’accanita difesa dei tedeschi guidati dal maresciallo Kesserling glielo aveva impedito rallentando la marcia degli alleati e stabilizzando il fronte dall’ottobre 43 al maggio 1944, quando riuscirono a sfondare a Cassino. Nel frattempo il fronte italiano aveva perso di importanza in vista dell’apertura di un nuovo fronte in Francia promesso dagli alleati e richiesto con insistenza da Stalin, per alleggerire l’accanita resistenza dei tedeschi all’est. Alla creazione di questo nuovo fronte furono richiamati i generali Montgomery sostituito dall’inglese Leese e Patton sostituito dall’americano Clark mentre comandante in capo era il generale Harold Alexander, passato alla storia per il proclama Alexander del 13 novembre 1944, che mise in grave crisi il movimento partigiano. Il 5 giugno 1944 fu liberata Roma dalle truppe del generale Clark. Alexander ordina che le truppe inglesi attacchino in direzione Arezzo-Firenze-Mare Adriatico e le truppe americane, cui si erano uniti anche i brasiliani della FEB, lungo la fascia tirrenica puntando a Pisa- Lucca-Pistoia. I tedeschi nel frattempo apprestano una nuova linea difensiva, detta gotica, dalla Versilia fino a Rimini, resa forte dalle montagne aspre ed alte che vengono munite di fortificazioni, muri e reticolati quasi inviolabili. Continuano nel frattempo a retrocedere palmo a palmo ed attuano l’uso del terrore più spietato contro la popolazione civile, ritenendola ostile e aiutante il movimento partigiano che nell’inverno 43-44 era di molto aumentato nei territori occupati. Questa politica del terrore bene evidenziata dai proclami di Kesserling e dei suoi comandanti costringeva i tedeschi a frazionare le truppe in piccoli e piccolissimi gruppi occupando zona per zona, indebolendo così la linea dell fronte contro gli alleati. Il 19 luglio gli alleati entrano a Livorno. Dopo oltre un mese di lotta il 5 settembre liberano Lucca. Il 14 settembre gli alleati, fra cui importante il contributo della FEB, guidati e supportati dai partigiani entrano a Viareggio. La FEB libera Massarosa il 16 settembre. Il 17 settembre 1944 gli americani della 92 ° divisione entrano a Lido e proseguono combattendo fino al Secco. Nella notte fra il 16 e il 17 i partigiani della Banda Bandelloni scendono da Casoli ed occupano Camaiore. La mattina del 17 dopo aver fatto alzare la bandiera italiana dal campanile della chiesa della Stella Lorenzo Bandelloni si reca al Comando alleato di Viareggio richiedendo l’invio di truppe. Sempre la mattina del 17 arrivano in avanscoperta alcuni militari inglesi, che scendono da Casesi. Al Ponte Grande alcune cannonate sparate dai tedeschi ne feriscono alcuni, uno viene condotto presso la caserma dei carabinieri in Via V. Emanuele e poi trasportato a Viareggio e gli altri si ritirano. Da Piano di Mommio nel primo pomeriggio arrivano a Camaiore i Brasiliani della FEB mentre le truppe americane partendo dal Lido risalgono la Via Italica e da Capezzano si dirigono verso Pietrasanta ma trovano un’accanita resistenza dei tedeschi all’Abbaccatoio. Sempre il 18 settembre la FEB occupa Valpromaro ed Orbicciano. Il 19 settembre la formazione Bandelloni guida gli americani a Pietrasanta e verso Marina raggiungendo il Forte dei Marni il 21 settembre ostacolati dai mortai dì tedeschi, cha fra l’altro avevano preparato tanti campi minati per rallentarli. Dopo la liberazione di Camaiore la FEB consolida le sue posizioni nelle varie frazioni
collinari preparandosi a salire verso le montagne, da dove i tedeschi continuavano a cannoneggiare, facendo anche molte vittime fra i civili. Il 22 settembre prosegue l’avanzata degli americani verso Vittoria Apuania e il Cinquale mentre da Camaiore la FEB tenta di avanzare verso il monte Prana sotto un intenso fuoco nemico, che causerà la morte dei militari brasiliani che oggi onoriamo. Il giorno 23 settembre prosegue il cannoneggiamento di Camaiore e la FEB raggiunge la Casa Bianca. Il 26 settembre gli alleati entrano in Corvaia e Vallecchia e la FEB occupa il Prana, dove trova vari militari tedeschi morti e parecchio materiale bellico abbandonato. Tenta anche una sortita verso il Matanna ma è fermato dal fuoco nemico. Il 27 settembre la FEB libera Palagnana e scende a Stazzema. Poi la FEB viene inviata verso la Garfagnana e la montagna pistoiese. Alla fine del mese di settembre vi è uno stallo nelle operazioni e Seravezza viene liberata solo il 7 ottobre. La lotta disperata dei tedeschi ferma il fronte alleato e il 13 novembre il generale Alexander col suo famoso “proclama” radiofonico ordina alle formazioni partigiane di “cessare le operazioni organizzate su vasta scala e di porsi sulla difensiva” per il periodo invernale. Questo crea uno sbandamento di cui profittano i tedeschi per lanciare il 26-27 dicembre una controffensiva dalla Garfagnana verso la Piana di Lucca, che all’inizio avrà un certo successo per venire poi alla fine dell’anno 1944 riassorbita, grazie anche alle truppe indiane inviate di rinforzo nel settore. Vi fu poi il lungo inverno del 1944-45 con un ristagno dei combattimenti. Neanche la sostituzione di Alexander con il generale Clark riuscì a sbloccare la situazione fino alla primavera del 1945 quando le operazioni ebbero un impulso decisivo mentre la popolazione civile viveva nel terrore di un ritorno dei tedeschi che avevano lasciato una scia di sangue di vittime innocenti, i cui corpi continuavano ad essere scoperti dovunque. La liberazione di Massa avvenne solo il 10 aprile 1945 e 11 verrà liberata Carrara, appena 15 giorni prima della fine della guerra in Italia. Credo sia giusto ricordare oltre le centinaia di civili uccisi dai tedeschi o per ferite da bombardamenti o cannoneggiamenti anche i 1523 militari alleati morti, fra cui ca 80 della FEB e i 269 partigiani caduti sul fronte della Versilia-Garfagnana. I militari morti testimoniano che la lotta per la Liberazione fu lunga e sanguinosa. Da ultimo vorrei ricordare ai più giovani che la Resistenza armata fu un fenomeno europeo che a partire dal 1941 si diffuse in tutti i paesi occupati. La lotta contro il nazifascismo fu l’elemento unificante dei popoli europei. Se uno si chiede il perché di questo stato d’animo di Resistenza consiglio di andare a rileggere le ultime lettere dei condannati a morte della Resistenza europea raccolte da Giovanni Pirelli. Tutte queste persone, moltissimi giovani e di tutti i ceti sociali, di fronte agli ultimi momenti esprimono gli ideali di pace, libertà, giustizia e solidarietà che li accomunano e che li hanno visti protagonisti di un no alla violenza fino all’estreme conseguenze per la loro vita. Per concludere vorrei leggere un paragrafo della lettera che don Aldo Mei scrisse per i suoi genitori poco prima di essere fucilato il 4 agosto 1944: “Babbo e Mamma, state tranquilli, sono sereno in quest’ora solenne. In coscienza non ho commesso delitti. Solamente ho amato come mi è stato possibile. Condanna a morte, 1° per aver protetto e nascosto un giovane di cui volevo salva l’anima, 2° per aver amministrato i sacramenti ai partigiani e cioè aver fatto il prete. Il terzo motivo non è nobile come i precedenti, aver nascosto la radio…”. Don Aldo Mei aveva 32 anni. Il giovane che aveva nascosto era un ebreo livornese, la cui famiglia era sfollata a Casoli di Camaiore e che fu scoperto per la delazione di un italiano, il cui nome conosciuto dalla madre del giovane essa non volle mai rivelare, per evitare vendette.


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